Trapianti e Chiesa Cattolica

Associazione Italiana Donazione Organi Bascapè

Moderatori: lino.tosi, Bice

Trapianti e Chiesa Cattolica

Messaggiodi lino.tosi il sab feb 20, 2010 7:37 pm

I trapianti nel pensiero della Chiesa Cattolica.
Catechismo della Chiesa Cattolica e Catechismo degli adulti della CEI “La verità vi farà liberi”

Per conoscere il pensiero della Chiesa Cattolica sui trapianti ho scelto, per un primo intervento, il Catechismo della Chiesa Cattolica, voluto da Giovanni Paolo II e pubblicato l'11 Ottobre del 1992 e il Catechismo della Chiesa Cattolica Italiana dal titolo La verità vi farà liberi pubblicato il 16 Aprile del 1995. Questi testi, avendo uno scopo catechetico, possono aiutarci ad un primo approccio al pensiero della Chiesa Cattolica perché sono di carattere didattico, quindi con un linguaggio il più possibile comprensibile da tutti e meno tecnico, e, inoltre, sono sintetici, tentano una presentazione breve del contenuto della fede cattolica.

Propongo da prima la lettura dei due testi e poi alcune sottolineature che ritengo importanti per capirli.

Lettura dei testi

Il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Il brano che parla dei trapianti si trova nella terza parte del catechismo dedicata alla Vita in Cristo, mentre la prima parte si occupa della Professione di Fede e la seconda dei Sacramenti. Della terza parte la seconda sezione dedicata ai Dieci Comandamenti presenta i trapianti a commento del quinto comandamento Non uccidere. Il comandamento è commentato con tre tematiche: Il rispetto della vita; Il rispetto della dignità della persona; La difesa della pace. I trapianti sono trattati all'interno del tema Il rispetto della dignità della persona. Il paragrafo a loro dedicato si intitola Il rispetto della persona e la ricerca scientifica. Mi sono dilungato nella collocazione del tema dei trapianti perché ci fa cogliere il tratto difensivo con cui viene presentato il trapianto. Appunto essendo collocato all'interno della difesa della vita della persona e della sua dignità il testo esprime gli aspetti negativi di un possibile abuso della pratica del trapianto. Ecco il testo:

Il trapianto di organi non è moralmente accettabile se il donatore o i suoi aventi diritto non vi hanno dato il loro esplicito consenso. Il trapianto di organi è conforme alla legge morale e può essere meritorio se i danni e i rischi fisici e psichici in cui incorre il donatore sono proporzionati al bene che si cerca per il destinatario. E' moralmente inammissibile provocare direttamente la mutilazione invalidante o la morte di un essere umano, sia pure per ritardare il decesso di altre persone. (Catechismo della Chiesa Cattolica N°2296)

Come si nota sono le attenzioni, che si devono tenere affinché un trapianto sia moralmente accettabile, che vengono messe in risalto: consenso del donatore, proporzionalità del danno del donatore, qualora sia vivo; impossibilità ad usare la vita di un uomo per un altro.

Il Catechismo della Conferenza Episcopale: La verità vi farà liberi
Il Catechismo dei Vescovi Italiani si divide in tre parti: Per il nostro Signore Gesù Cristo; Nell'unità dello Spirito Santo; A te Dio Padre Onnipotente. La terza parte è dedicata ala vita morale del cristiano e non seguendo l'ordine dei dieci comandamenti, presenta alcune tematiche morali ritenute importante per il contesto culturale italiano a cui è rivolto l'insegnamento. Di trapianti si parla all'interno del capitolo chiamato Accoglienza e rispetto della vita; e in particolare nel paragrafo Violenza da evitare. Il contesto del Catechismo della Chiesa Italiana è più ampio di quello del Catechismo della Chiesa Cattolica Universale ed infatti il testo pur proponendo le stesse attenzioni del primo mette in rilievo anche il tratto positivo del trapianto e non solo i possibili abusi.
Ecco il testo:

La dignità dell'uomo postula che sia salvaguardata la sua integrità fisica. Tuttavia è lecito amputare una parte per la salute di tutto l'organismo o donare un organo a chi ne abbia necessità, purché non si tratti di trapiantare un organo singolo e vitale come il cuore, nel qual caso il prelievo deve avvenire solo dopo accertata la morte del donatore. La donazione di organi è una nuova via che si apre per la solidarietà e la carità; bisogna però combattere ogni tentazione di vergognoso commercio. E' necessario a questo riguardo educare le coscienze e promuovere un'adeguata legislazione.

Come si nota oltre alle precauzioni, salvaguardia dell'integrità fisica della persona e il divieto di commercializzazione, il testo promuove come moralmente buona la pratica del trapianto, nuova forma di carità e solidarietà.

Alcune sottolineature

Mi sembra di poter sottolineare alcuni principi che vengono richiamati dai testi che ne giustificano le scelte morale che non sempre sono esplicitate dal testo stesso. Ne individuo tre: l'integrità fisica della persona; la proporzionalità del trapianto; la nuova solidarietà.

Integrità fisica
La Chiesa Cattolica non accetta in modo indiscriminato di considerare il corpo come un mero corpo biologico, come potrebbe considerarlo la scienza. Il corpo è parte integrante dell'anima, è espressione del significato che il soggetto riconosce nel valore della sua vita. Anche il corpo e il suo utilizzo devono esprime l'amore per la vita nostra e degli altri. Per questo una donazione da donatore vivo deve essere un otto di generosità, non può essere obbligata; per questo anche dopo la morte del donatore è necessario un consenso espresso del soggetto o di chi ne ha il diritto legale; per questo non può essere fatta una donazione che menomerebbe in modo inaccettabile il corpo del donatore o porta alla morte del donatore stesso.

La proporzionalità del trapianto
Il donatore è moralmente tenuto a donare una parte del proprio corpo in modo proporzionale per il bene di un'altra persona. Il documento utilizza il termine proporzionale per indicare ciò a cui tutti sono tenuti per dovere morale. Tutti sono moralmente tenuti a fare una donazione proporzionale per il bene di qualcuno. Con il temine proporzionale si intende il giusto rapporto tra il vantaggio del ricevente il lo svantaggio del donatore. Donare un rene a chi non gliene rimangono funzionanti è proporzionale; donare tutte e due i reni non è proporzionale. Il proporzionale tuttavia non esclude il gesto eroico a cui tutti non sono tenuti. La mamma che decide di non curarsi il tumore all'utero per permettere alla bambina di nascere compie un gesto eroico di carità a cui però moralmente non è tenuta, secondo la morale cattolica. Può una mamma offrire i suoi due reni per i suoi due figli e vivere lei attaccata ad una macchina aspettando un donatore eventuale? Moralmente non è obbligata dalla legge morale, tuttavia può essere un gesto eroico come segno di amore.

La nuova solidarietà
La Chiesa individua nella possibilità che la scienza ci offre, appunto del trapianto, di esprimere una nuova forma di solidarietà e carità. E' una solidarietà nuova, infatti la Chiesa esprime anche le sue perplessità o attenzione da avere, integrità fisica e proporzionalità, eppure nell'accettare e difendere la vita, tema caro alla Chiesa Cattolica, inserisce anche i trapianti. I trapianti diventano una forma della difesa della vita che si affiancano a quelle più consuete nella Chiesa Cattolica che sono i centri di aiuto alla vita per le madri che non vogliono rinunciare al proprio bambino con l'aborto o la lotta all'eutanasia con l'assistenza offerta da molti istituti di religiosi per la cura dei malati terminali.

Don Pietro Varasio
Licenziato in Teologia Morale



Ringrazio vivamente Don PIETRO per il suo ruolo e competenza messi a disposizione della nostra associazione e inoltre per aver chiarito ulteriormente alcuni punti oggetto di analisi e discussione nel passato. RT
lino.tosi
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